Notizia | | 20/10/2022 | Tempo di lettura: ±2 minuti

Nonostante le restrizioni ai viaggi varate in India durante la pandemia di Covid-19 siano ormai state abolite quasi del tutto, alcuni Paesi come il Regno Unito devono ancora attenersi ad alcune regole specifiche in materia di visti. Il settore turistico indiano ne sta pagando le conseguenze.

Nuove regole per chi proviene dal Regno Unito

Da novembre 2021, è nuovamente possibile viaggiare in India con un visto elettronico. Ciononostante, alcuni Paesi sono ancora alle prese con le restrizioni introdotte durante la pandemia. Il Regno Unito è l’esempio più eclatante: i suoi viaggiatori rappresentano oltre il 50% dei turisti europei che visitano l’India, eppure al giorno d’oggi rimangono tagliati fuori dalla richiesta del visto elettronico per l’India. Dal 7 ottobre, devono infatti recarsi di persona presso un centro per i visti nel loro Paese per ottenere un visto cartaceo. Nel Regno Unito i centri dedicati sono pochi e spesso si è costretti a effettuare lunghi viaggi e, in alcuni casi, passare la notte in albergo lontani da casa. Questa nuova misura ha seguito le dichiarazioni del Ministro dell’Interno del Regno Unito Suella Braverman, allarmata dalle possibili truffe in materia di richieste di visti tramite intermediari.

Le conseguenze

Queste misure stanno generando ulteriori ritardi nel rilascio dei visti per l’India nel Regno Unito, obbligando molti viaggiatori ad annullare il proprio viaggio in India. Le agenzie turistiche britanniche sono oberate di lavoro e in molti casi non possono garantire ai clienti un rimborso. Le agenzie sono inoltre costrette a rifiutare nuove prenotazioni perché non è possibile sapere con certezza che i loro clienti otterranno il visto in tempo. La Association of Tour Operators, un gruppo di oltre 120 operatori turistici del Regno Unito, ha stimato che questi ritardi in India abbiano influenzato almeno 1500 prenotazioni per circa 10 milioni di dollari. Anche negli Stati Uniti molti viaggiatori stanno riscontrando ritardi nel rilascio dei visti per l’India. Il settore del turismo indiano teme di perdere oltre 6 milioni di visitatori l’anno prossimo, una potenziale perdita di 12 miliardi di dollari.

Aumento della capacità dei centri per i visti

Malgrado gli sforzi da varie parti in entrambi i Paesi per risolvere questi problemi legati alle richieste dei visti, il problema persiste. La Indian Association of Tour Operators (IATO) ha esortato a più riprese il governo indiano a rendere il visto India elettronico nuovamente disponibile a tutti Paesi, ma finora invano. Il 12 ottobre, l’Alto commissario indiano a Londra Vikram Doraiswami ha dichiarato di voler raddoppiare la capacità di rilascio di visti per l’India attraverso VFS Global, portandola da 20.000 a 40.000 visti al mese. A tal proposito, questa settimana sarà inaugurato un nuovo centro a Glasgow ed entro la fine del mese ne aprirà un altro a Londra, con nuovi orari di apertura compreso il sabato.

Ottimismo

Proseguono i negoziati tra i governi di India e Regno Unito. Quest’ultimo spera di essere incluso a breve nella nuova policy indiana “Mobility and Migration”, che consentirebbe di velocizzare la procedura di richiesta del visto per i cittadini britannici. In seguito al prossimo colloquio, previsto per il 24 ottobre, ci si auspica che l’India rimetta a disposizione di tutti il visto elettronico.

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