I turisti si recano in India soprattutto per conoscere da vicino i rituali indù, unici del loro genere, esplorare la meravigliosa natura, apprezzare il ricco patrimonio culturale e gustare i deliziosi sapori della cucina indiana. Durante un viaggio in India è possibile incorrere in un vero e proprio shock culturale, ed è quindi consigliabile un’adeguata preparazione, per affrontare al meglio le mille sorprese che questo Paese tiene. Un viaggio in India è senza dubbio un’esperienza di vita, che offre uno sguardo sulla vita di 1.3 miliardi di persone che a volte sembrano vivere in un mondo completamente diverso.

Anche i viaggiatori d’affari che si recano in India sono sempre più numerosi. Ciò ha principalmente a che fare con l’economia indiana, che è in rapida crescita. Dal 2002, il prodotto interno lordo pro capite è quadruplicato, anche se con 1.980 € all’anno non è ancora molto elevato (a titolo di confronto, in Italia è di 32.292 €). A causa dei bassi salari e della crescente prosperità, l’India offre molte opportunità per l’importazione, l’esportazione e il trasferimento di conoscenze, che infatti vengono sfruttate da un numero sempre maggiore di aziende occidentali.


Fatti e cifre

In India vivono più di 1.32 miliardi di persone, più di un sesto della popolazione mondiale. L’India è una repubblica democratica con un presidente con un ruolo prevalentemente cerimoniale e un primo ministro a capo del gabinetto. Il Paese è suddiviso in 29 stati e 7 territori. Circa due terzi della popolazione dell’India lavorano nell’agricoltura. La combinazione dei bassi salari e una popolazione relativamente altamente istruita ha fatto sì che l’India abbia un settore informatico in rapida crescita.

CapitaleNuova Delhi
Superficie3.300.000km2
Popolazione1.368.738.000 (2016)
LinguaHindi e altre 20 lingue ufficiali (locali)
Religioneinduista: 80%, musulmano: 13%, cristiano: 2%, sikh: 2%
Differenza di fuso orario3,5 ore più tardi (d’estate) o 4,5 ore più tardi (d’inverno) - 1 fuso orario
Durata del viaggiocirca 11 ore di volo
Elettricità230 Volt, 50 Hz, adattatore da viaggio necessario
Aspettativa di vita68 anni
Acqua del rubinettonon potabile
Costiera7517 chilometri

Mappa

Con una superficie totale di oltre tre milioni di chilometri quadrati, l’India ha un paesaggio estremamente vario. Il Paese si trova sulla placca continentale indiana. Siccome la placca indiana viene spinta verso l’alto, le montagne dell’Himalaya stanno ancora crescendo. L’India confina con Pakistan, Cina, Bhutan, Nepal, Myanmar e Bangladesh.


Storia

I primi insediamenti permanenti in India sorsero intorno all’anno 7.000 a.C. Questo diede origine alla civiltà della valle dell’Indo, una delle più antiche civiltà del mondo, da cui ha avuto origine l’induismo. Per i primi 500 anni dopo Cristo, l’India, come parte dell’Impero Gupta, fu una delle civiltà più avanzate e prospere del mondo. A partire dal 700 d.C. circa, l’islam acquistò importanza in India. Sebbene l’introduzione dell’islam fu accompagnata da conquiste e oppressioni, l’armonia tra i seguaci di entrambe le fedi si sviluppò in modo relativamente rapido.

Colonizzazione dell’India
Sia i portoghesi, i francesi, gli olandesi e gli inglesi hanno cercato di affermarsi in India. La flotta portoghese fu la prima ad arrivare nel Paese e stabilì le colonie di Bon Bahia (ora Mumbai) e Goa (1510). Nel 1600 fu fondata la Compagnia britannica delle Indie Orientali, che trovò difficoltà ad affermarsi nell’Asia orientale e per questo motivo si concentrò principalmente sull’India. Anche gli olandesi furono interessati all’India; nel 1596 quattro navi mercantili olandesi raggiunsero l’India e nel 1602 fu fondata la Compagnia olandese delle Indie Orientali. Gli olandesi stabilirono vari posti di commercio e dal 1672 anche i francesi possedevano varie colonie commerciali a Pondicherry. Tuttavia, furono gli inglesi ad avere il maggior potere e influenza, con posti di commercio a Surat (1612), Madras (ora Chennai, 1639), Bombay (ora Mumbai, 1668) e Calcutta (1690). Intorno al 1647 gli inglesi avevano circa 23 insediamenti nel Paese.

Cento anni dopo, circa il 60% del territorio indiano era sotto il diretto controllo britannico. Gli inglesi cominciarono a dare sempre più per scontato il loro potere; divennero sempre più autoritari e l’intolleranza verso le tradizioni e i costumi culturali e religiosi crebbe. La prima grande rivolta contro i colonizzatori britannici, e allo stesso tempo la più grande rivolta del XIX secolo contro un colonizzatore, sorse nel 1857. Tuttavia, la rivolta, che durò fino al 1858, fu alla fine repressa in modo barbaro dagli inglesi. La rivolta portò però alla caduta della Compagnia britannica delle Indie Orientali. I territori dell’impero anglo-indiano furono posti sotto la corona inglese: gli indiani divennero sudditi della regina Vittoria e il Paese divenne parte dell’Impero Britannico nel 1858 e lo rimase fino al 1947.

Indipendenza
Nella seconda metà del XIX secolo gli indiani divennero politicamente più consapevoli. Durante la Prima guerra mondiale la Gran Bretagna ricevette molto sostegno dagli indiani, nella speranza di questi ultimi di ottenere lo status di "dominion" dopo la guerra, il che avrebbe significato che l’India sarebbe diventato una parte completamente autogovernante dell’Impero Britannico. Questo però non avvenne e il nazionalismo degli indiani aumentò. Nel 1919 Mahatma Gandhi emerse come capo del movimento nazionale indiano e dopo la Seconda guerra mondiale, a seguito di una rivolta non violenta guidata da Gandhi, l’India divenne indipendente il 15 agosto 1947. I territori dell’India britannica furono divisi in India e Pakistan, il che significò che il primo anno di indipendenza fu segnato da combattimenti, in cui centinaia di migliaia di persone persero la vita.

India e indiani

Nomi - India e indiani
Per quanto riguarda il nome dell’India, a volte può sorgere confusione. Fino al 1947 il Paese era conosciuto come India britannica, ma veniva chiamato anche Hindustan. Dalla sua indipendenza, ottenuta il 15 agosto di quell’anno, viene usato il nome India. Gli abitanti dell’India sono conosciuti come indiani, e vengono pertanto a volte confusi con gli indiani dell’America del Nord. A questi ultimi viene sempre più riferito con il nome nativi americani, in quanto il termine indiani è considerato obsoleto e peggiorativo.


Cultura

Gran parte della popolazione indiana vive in povertà e il divario tra ricchi e poveri è ampio. Tuttavia, la povertà più grande in India sta diminuendo notevolmente. Nel 1993, più del 45% della popolazione indiana viveva con meno di 1,90 $ al giorno. Nel 2011 (ultima misurazione della Banca Mondiale) questo percentuale era sceso al 21% della popolazione, anche se il 57% della popolazione vive ancora con meno di 3,10 $ al giorno (pari a circa 960 € all’anno). In media, si guadagna di più nelle aree urbane dell’India che nelle aree rurali, ma a causa dei costi più elevati nelle città, c’è poca differenza nel potere d’acquisto. Il numero di persone ricche in India, che è in aumento, vive soprattutto nelle città. Mukesh Ambani, l’indiano più ricco e il dodicesimo cittadino più ricco del mondo, ad esempio, vive a Mumbai in una casa-grattacielo con un valore stimato di 700 milioni di euro.

Cultura dell’India

Sistema delle caste
L’ONU descrive il sistema sociale delle caste in India come “discriminazione in base al lavoro e all’origine”. Sebbene il sistema delle caste esista o sia esistito in diversi Paesi, da nessuna parte è così esteso come in India. Secondo il sistema delle caste, la società è divisa in migliaia di caste diverse (che variano a seconda della regione), in ordine di rango da superiore a inferiore. La casta in cui nasce una persona dipende, secondo la credenza induista, dal suo karma accumulato nelle vite precedenti, che si manifesta nell’essere nato in una certa famiglia appartenente a una certa casta. Gli status ufficiali dei "dalit" (o "fuoricasta") e dei "shudra" (la casta più bassa) sono stati aboliti nel 1949. Tuttavia, la resistenza ai cambiamenti della popolazione indiana è così forte che in pratica molti indiani attribuiscono ancora importanza all’origine e alla (ex) casta di una famiglia, ragione per cui per le persone appartenenti a una casta bassa è spesso difficile fare carriera, il che dovrebbe essere ricompensato ottenendo una casta più alta nella prossima vita.

Lingua
La costituzione indiana riconosce ufficialmente 21 lingue. Oltre a queste, in India vengono utilizzate altre 392 lingue (locali), esclusi i dialetti. Sebbene venga parlata solo dal 40% dalla popolazione, la lingua più diffusa in India è l’hindi. Per molti documenti scientifici e legali viene utilizzato l’inglese, lingua parlata da circa il 12% degli indiani. In molti luoghi dell’India i turisti e i viaggiatori possono cavarsela ragionevolmente bene con l’inglese. Tuttavia, se desideri recarti in posti che non sono hotspot per quanto riguarda il turismo o il mondo degli affari, può essere utile utilizzare un interprete.

Bollywood
Non Hollywood ma il Bollywood indiano è, con più di mille film all’anno, il più grande produttore cinematografico del mondo. Bollywood (con la B di Bombay, oggi Mumbai) non è popolare solo in India. In molti Paesi asiatici e nel Medio Oriente l’industria cinematografica indiana è ancora più popolare della controparte americana. Caratteristiche ricorrenti nei film Bollywood sono la danza e la musica.


Salute

L’India non è generalmente un Paese pulito e in molti luoghi dell’India l’igiene lascia molto a desiderare. Molti turisti e viaggiatori d’affari si ammalano quando sono in India. Tuttavia, fa un’enorme differenza quello che si fa e dove si alloggia: stare molto attenti ed essere ben preparati può ridurre notevolmente il rischio di ammalarsi.

Cultura e salute

Prima della partenza: vaccinazioni e farmaci (preventivi)
Prima di partire per l’India, consulta sempre l’ASL di competenza sulla necessità di effettuare vaccinazioni o profilassi. Tutti i viaggiatori di età superiore ai 9 mesi e che provengono da un Paese a rischio della febbre gialla (in particolare Africa, America Latina, Papuasia e Nuova Guinea), devono poter esibire un certificato di vaccinazione contro la malattia. In genere, previo parere medico, si consigliano le vaccinazioni contro:

  • la difterite
  • l’epatite A e B
  • il tifo
  • la tubercolosi
  • la polio
  • il richiamo antitetanico
  • la meningite*
  • l’encefalite giapponese*

Le vaccinazioni contro la meningite e l’encefalite giapponese sono consigliate particolarmente per chi viaggia durante la stagione calda - cioè da maggio a settembre - e soggiorna in zone rurali.

La profilassi antimalarica e la vaccinazione contro l’encefalite giapponese (difficilmente reperibile in Italia) e la meningite sono consigliate solo per chi soggiorna a lungo nel periodo monsonico e post-monsonico nelle zone a rischio e in particolare quelle rurali. Ti consigliamo di contattare il tuo proprio medico per ulteriori consigli in merito.

Oltre alle vaccinazioni, è consigliabile portare con sé in India dei farmaci (preventivi). Nella maggior parte dell’India vi sono zanzare che trasmettono la malaria. In alcune parti dell’India si raccomanda pertanto di prendere preventivamente le pillole contro la malaria. In queste zone si dovrebbe anche indossare il più possibile indumenti coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi) e strofinare la pelle scoperta con DEET. Se sospetti di essere stato punto da una zanzara anofele, è necessario consultare un medico il prima possibile e in ogni caso entro 24 ore.

Dovresti anche tenere in considerazione le malattie infettive, come la diarrea dei viaggiatori, la febbre dengue, la schistosomiasi, l’HIV/AIDS e le IST. Soprattutto la diarrea è particolarmente comune tra i viaggiatori che si recano in India. Si raccomanda pertanto di avere cautela nella scelta dei cibi e delle bevande per via degli elevati rischi derivanti dalla scarsa igiene. È meglio consumare solo cibi ben cotti e alimenti confezionati, evitando verdure crude e frutta che non va sbucciata. Si consiglia inoltre di bere solo acqua e bevande da bottiglie sigillate.

Attenzione: questo non è un sito web medico e questo testo non è stato redatto da un medico. Pertanto, rivolgiti sempre al tuo medico o l’ASL di competenza per sapere tutto sulle vaccinazioni e sulle altre precauzioni (mediche) da prendere prima di partire per l’India.

Durante il viaggio: presta attenzione all’igiene
L’India è nota a livello internazionale per la sua scarsa igiene. Nonostante il fatto che sempre più hotel e ristoranti del segmento superiore abbiano la loro igiene in ordine, molti turisti e viaggiatori d’affari si ammalano durane il viaggio in India. Pertanto, tieni a mente una serie di cose per ridurre al minimo il rischio di ammalarti. Prima di tutto, ti sconsigliamo vivamente di bere l’acqua del rubinetto non filtrata. Bevi solo da bottiglie di cui tu stesso hai rotto il sigillo (a volte le bottiglie vuote vengono riempite con acqua di rubinetto sporca e vendute come nuove). Inoltre, non usare cubetti di ghiaccio o alimenti che sono stati a contatto con l’acqua del rubinetto.


Clima

Non è facile dare una descrizione generale del clima in India: le alte montagne dell’Himalaya nel nord dell’India hanno la neve eterna, nell’arido deserto del Thar a ovest le temperature possono raggiungere i 45 °C in estate e le isole nell’oceano e la spiaggia di Goa sono coperte di palme. Stai per fare un viaggio in India? In tal caso fai bene a dare un’occhiata alle previsioni del tempo per la regione in cui ti devi recare.

Clima dell’India

Il periodo migliore per un viaggio in India

I mesi migliori per viaggiare in India sono l’autunno e l’inverno. Tra ottobre e marzo le temperature in India sono piacevoli per una vacanza e non piove molto. È consigliabile evitare la stagione delle piogge: da giugno a settembre il monsone causa forti precipitazioni e un’elevata umidità. Ad aprile e marzo le temperature sono solitamente elevate e il caldo può essere insopportabile.


Valuta

In India, i pagamenti vengono effettuati con la rupia indiana (INR). Le carte di debito e di credito italiane vengono accettate in molti luoghi, ma molti indiani preferiscono i contanti. Il modo più economico per prelevare contanti in India è con la carta di debito. Quando effettui un prelievo, indica che desideri prelevare "without conversion", in modo che il tasso di cambio è quello della propria banca (e quindi più economico) e non della banca dove fai il prelievo. Tieni in mente che vi sono sufficienti sportelli bancomat nelle aree urbane, ma che nelle zone rurali sono scarse. Attenzione: per prevenire le frodi, molte banche hanno disattivato la possibilità di utilizzare le carte bancarie al di fuori dell’Europa. Verifica prima della partenza se è possibile utilizzare la tua carta bancaria in India. Di solito è possibile attivare questa opzione sul sito web della banca.


Trasporti

Vi sono diverse compagnie aeree che volano da e per l’India. Inoltre, vi sono anche molti voli nazionali in India, il che è dovuto sia alle enormi dimensioni del Paese, sia al fatto che le infrastrutture per spostarsi via terra sono sottosviluppate. Sebbene la rete ferroviaria sia enorme e ci siano sempre più treni moderni in circolazione, i treni in India sono ancora regolarmente sovraffollati, difficili da prenotare, poco sicuri, lenti e inaffidabili. Tuttavia, viaggiare in treno in India è un’esperienza indimenticabile per i turisti. I treni indiani spesso viaggiano con le porte e le finestre aperte, il che permette di prendere un po’ di aria fresca stando vicino alla finestra o alla porta: una vista comune in India.

Traffico in India

Oltre ai treni, anche gli autobus, i risciò (taxi in bicicletta), e i tuktuk (ciclomotore coperto) vengono ampiamente usati in India. Costituiscono un mezzo di trasporto economico e sono facili da fermare su strada. I risciò e i tuktuk, proprio come i taxi, di solito portano i viaggiatori in sicurezza da A a B, ma bisogna stare attenti, soprattutto di notte e nelle zone dove ci sono pochi turisti. Si raccomanda di tenere d’occhio gli effetti personali e di verificare (ad esempio con il GPS) che venga presa la strada giusta. A causa delle frenetiche situazioni di traffico in India, non è consigliabile per i turisti sedersi al volante loro stessi. La regola non scritta è che i veicoli di grandi dimensioni hanno (o prendono) la precedenza e anche sulle autostrade ci possono essere molte situazioni inaspettate. Un carro trainato da un asinello che attraversa la strada o una fosse improvvisa può non essere insolito per gli indiani, ma per chi è abituato agli standard europei queste situazioni sono spesso pericolose. Leggi anche le informazioni attuali avvisi di viaggio per l’India o su un viaggio attraverso l’India.

Dipartimento per l’Immigrazione
Chiunque desideri recarsi in India, lo può fare solo con un visto. I cittadini italiani che si recano in India per una vacanza di meno di 90 giorni, così come i viaggiatori d’affari che devono rimanere in India per meno di 180 giorni all’anno, possono richiedere il visto per l’India online utilizzando il modulo di richiesta di questo sito web. Prima di presentare la richiesta, assicurati di soddisfare tutti i requisiti per il visto.