Notizia | | 23/11/2021 | Tempo di lettura: ±3 minuti

Dopo circa due anni di confini chiusi a causa del coronavirus, lʼIndia riammette i turisti a partire al 15 novembre. Per potersi recare in India ai turisti serve un visto India in corso di validità.

Vaccinazioni e test Covid-19

LʼIndia ha allentato le norme contro il coronavirus per i viaggiatori provenienti da 99 Paesi appartenenti alla cosiddetta ‘Categoria A’, tra cui diversi Paesi Europei come Belgio e Paesi Bassi.

Ai viaggiatori completamente vaccinati che provengono dai Paesi di questa categoria non è imposta una quarantena allʼarrivo. Tutti i vaccini somministrati in Europa (AstraZeneca, Pfizer-BioNTech, Moderna e Johnson and Johnson) sono accettati, così come i vaccini cinesi Sinopharm e Sinovac. Il completamento del ciclo vaccinale comprende due dosi o una nel caso del vaccino Johnson and Johnson. Massimo 72 ore prima della partenza è necessario sottoporsi a un test Covid-19 e in caso di esito positivo non sarà possibile mettersi in viaggio.

I viaggiatori che hanno completato il ciclo vaccinale non sono tenuti ad effettuare un secondo test Covid-19 allʼarrivo in aeroporto in India, ma devono monitorare autonomamente il proprio stato di salute per 14 giorni.

Viaggiatori non completamente vaccinati

Diversamente da altri Paesi, lʼIndia ammette anche turisti non completamente vaccinati, a cui sono imposte, però, regole più severe rispetto a chi ha concluso il ciclo vaccinale. Coloro che hanno ricevuto una sola dose o che non sono vaccinati devono effettuare un test Covid-19 allʼarrivo in aeroporto in India. Se il test avrà esito negativo potranno abbandonare lʼaeroporto, ma dovranno rispettare una quarantena di 7 giorni presso il proprio domicilio. Otto giorni dopo lʼarrivo in India dovrà essere effettuato un terzo test. Lasciare il proprio domicilio o hotel sarà possibile solo se anche questo test avrà esito negativo.

Per i viaggiatori provenienti dai Paesi che non fanno parte della ‘Categoria A’ valgono le stesse regole che si applicano ai viaggiatori non vaccinati, anche se hanno già concluso il ciclo vaccinale.

Cambiamenti del visto India

Per recarsi in India non basta rispettare le regole legate al coronavirus, ma occorre anche richiedere un visto India. LʼIndia ha modificato drasticamente le norme del visto per il Paese. Prima del coronavirus, il visto India era valido per un anno. Oggi il visto ha un periodo di validità pari a 120 giorni, ovvero quattro mesi durante i quali è concesso un solo viaggio in India. Il soggiorno massimo consentito in India è di 30 giorni.

Inoltre, lʼIndia ha modificato anche modulo di richiesta del visto. In passato era possibile scegliere tra tre finalità turistiche,‘Sightseeing’, ‘Visit Family And Friends’ e ‘Yoga’, che sono state sostituite da unʼunica finalità, ovvero ‘Tourism And Recreation And SightSeeing’. Pertanto, non è più consentito segnalare che si visiteranno parenti o amici in India o che si seguirà un corso di yoga. Ci si aspetta che le tre finalità turistiche selezionabili in precedenza siano incluse nella nuova categoria unica. È dunque possibile visitare la propria famiglia o i propri amici selezionando lʼopzione ‘Tourism And Recreation And SightSeeing’.

Richiedere il visto India

Di norma il visto India può essere richiesto compilando il modulo di richiesta online. Dopo aver compilato il modulo ed effettuato il pagamento, ogni viaggiatore deve fornire una foto formato tessera e una scansione del passaporto. Per richiedere un visto dʼaffari occorre anche un biglietto da visita, che deve riportare nome, funzione, recapiti e azienda. Inoltre, deve avere lʼaspetto di un vero e proprio biglietto da visita e non può essere costituito da una lettera dʼinvito.