Notizia | | 21/01/2022 | Tempo di lettura: ±3 minuti

A causa della variante Omicron del coronavirus, il governo dell’India ha inasprito le regole per i viaggiatori internazionali. È stato prorogato anche il divieto dei voli commerciali.

Quarantena obbligatoria

Tutti i viaggiatori devono effettuare un test Covid prima della partenza, risalente a massimo 72 ore prima. Il governo indiano ha stabilito anche una serie di ‘Paesi a rischio’, tra cui anche tutti i Paesi membri dell’Unione Europea e il Regno Unito. Solo i viaggiatori che provengono da questi Paesi devono sottoporsi a un secondo test Covid all’arrivo, il cui costo deve essere pagato dal viaggiatore stesso. Non è consentito abbandonare l’aeroporto finché non è disponibile il risultato del test. Il governo consiglia di prenotare il test prima dell’arrivo sull’app di Air Suvidha. Un test molecolare PCR costa generalmente sulle 500 rupie (circa 5,90 euro). I viaggiatori provenienti da Paesi che non compaiono sulla lista e coloro che sono sotto i cinque anni di età non sono obbligati a sottoporsi al test molecolare all’arrivo in India. I viaggiatori di meno di 5 anni non sono obbligati nemmeno a effettuare il molecolare PCR prima della partenza.

Tutti i viaggiatori devono sottoporsi a una settimana di quarantena all’arrivo presso il proprio domicilio, anche se completamente vaccinati e negativi al coronavirus. I viaggiatori il cui tampone è negativo all’arrivo devono sottoporsi a un nuovo test all’ottavo giorno dall’arrivo. Proprio come la certificazione vaccinale e l’esito del test prima della partenza, anche questo risultato deve essere caricato sul portale digitale Air Suvidha del governo indiano. Se l’esito del test è negativo, è possibile uscire dalla quarantena. I viaggiatori devono comunque monitorare il proprio stato di salute per sette giorni.

I viaggiatori provenienti da Paesi a rischio che risultano positivi al coronavirus devono trascorrere una quarantena di sette giorni in una struttura apposita indicata dal governo. I viaggiatori provenienti da tutti gli altri Paesi in caso di positività non sono obbligati alla quarantena in un una struttura governativa.

Regole sui visti invariate dal 15 novembre

Le nuove norme di viaggio non hanno alcun impatto sul visto per l’India. In previsione dell’apertura dei confini dell’anno scorso, il governo indiano aveva profondamente modificato il visto India. Tutti i visti rilasciati prima del 6 ottobre 2020 sono stati dichiarati non validi, sia i visti online che quelli cartacei. Il periodo di validità di tutti i visti è stato fortemente ridotto. In precedenza il visto India valeva per 365 giorni. Il periodo di soggiorno massimo consentito con un visto era di 90 o 180 giorni. Il visto poteva essere utilizzato per un numero di viaggi in India illimitato.

Il visto ora vale solamente 120 giorni, con un soggiorno massimo di 30 giorni. Anche il visto turistico è diventato un cosiddetto vito single-entry, ovvero che può essere utilizzato per un solo viaggio in India. A chi lascia il Paese e vuole poi farvi ritorno serve richiedere un nuovo visto, anche se il periodo di validità di 120 giorni non è ancora terminato.

Proroga del divieto ai voli internazionali

L’India ha deciso anche di prorogare il divieto di voli commerciali internazionali fino al 28 febbraio 2022, in vigore già dall’inizio della crisi dovuta al coronavirus. Il governo sperava di poter revocare il divieto all’inizio del 2022, ma a causa della diffusione della variante Omicron del coronavirus non è stato possibile. Alcuni Paesi sono esenti dal divieto. Hanno stretto un accordo detto ‘bolla di viaggio’ che permette ai viaggiatori di tali Paesi di recarsi comunque in India. L’Italia non fa parte di questi Paesi.