Il governo degli Stati Uniti intende inasprire le regole del sistema ESTA introducendo l’obbligo di indicare nel modulo anche gli account di social media utilizzati negli ultimi cinque anni. Il settore turistico teme che questa misura possa avere ripercussioni negative sui viaggi verso gli Stati Uniti.
I viaggiatori sono già al corrente
Secondo un sondaggio condotto dal WTTC (World Travel & Tourism Council) che ha coinvolto cittadini di diversi Paesi aderenti al programma ESTA, tra cui Australia, Francia, Germania, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito, la maggior parte dei viaggiatori è già a conoscenza dei piani del governo degli Stati Uniti.
Gli intervistati hanno anche affermato che la proposta costituirebbe una violazione della loro privacy e renderebbe gli Stati Uniti una destinazione meno attraente. Il sondaggio ha inoltre rivelato che i viaggiatori internazionali si sentono meno benvenuti negli Stati Uniti.
Il settore dei viaggi teme un calo delle entrate
Il WTTC ha elaborato diversi possibili scenari circa lo sviluppo futuro del settore turistico statunitense. Secondo una delle previsioni, nel 2026 il numero di visitatori internazionali negli Stati Uniti diminuirà del 23% (ossia 4,7 milioni di arrivi internazionali in meno), con una perdita di oltre 150.000 posti di lavoro nel settore turistico.
La forte pressione sul settore turistico statunitense
Contrariamente ad altri Paesi, il settore turistico degli Stati Uniti non si è ancora ripreso completamente dalla pandemia di COVID-19. Il numero di visitatori internazionali negli Stati Uniti è infatti ancora inferiore ai livelli pre-pandemia. Gli Stati Uniti hanno accolto un totale di 79,4 milioni di turisti nel 2019 e solo 72,4 milioni di viaggiatori nel 2024. Nonostante i dati sul turismo sembrassero in ripresa, l’industria dei viaggi negli Stati Uniti ha subito un nuovo duro colpo dopo la nomina del secondo governo Trump. Nel 2025, anno dell’insediamento di Trump a gennaio, solo 67,9 milioni di visitatori hanno visitato gli Stati Uniti. Per i prossimi mesi è previsto un ulteriore calo.
I Paesi membri del programma ESTA preferiscono altre mete
La maggior parte dei viaggiatori provenienti da Paesi che soddisfano i requisiti dell’ESTA può visitare altre destinazioni senza visto o esibendo il proprio passaporto insieme a una semplice autorizzazione di viaggio. Per questo gruppo di viaggiatori, scegliere una destinazione diversa dagli Stati Uniti non comporta particolari difficoltà. Il settore turistico internazionale è caratterizzato da una forte concorrenza, in cui le formalità di ingresso e la percezione dei viaggiatori giocano un ruolo cruciale. Il continuo inasprimento dei requisiti ESTA potrebbe quindi ripercuotersi in maniera significativa sull’industria del turismo degli Stati Uniti.
Chi può richiedere l’ESTA?
L’ESTA, un’autorizzazione di viaggio che consente di recarsi negli Stati Uniti senza visto per vacanze, viaggi d’affari o transiti. Può richiedere l’ESTA la maggior parte dei viaggiatori europei, compresi gli italiani.
L’ESTA ha una validità di 2 anni e consente di entrare un numero illimitato di volte negli Stati Uniti, ognuna per un massimo di 90 giorni. La procedura di richiesta prevede la compilazione di un modulo elettronico e la consegna digitale di una fototessera (o selfie) e di una foto del passaporto.
Richiedi l’ESTA su Visti.it compilando il modulo in italiano corredato da tutte le spiegazioni necessarie. Una volta che la richiesta è stata inviata, passa una media di 3 giorni prima che l’ESTA venga rilasciato. Se hai urgentemente bisogno di ricevere l’ESTA, puoi selezionare il servizio di richiesta urgente per ridurre il tempo di elaborazione della richiesta a circa 6 ore. Scopri di più sui requisiti e sulla validità dell’ESTA.
Grandi eventi in programma negli Stati Uniti
Nel 2026, gli Stati Uniti ospiteranno i mondiali di calcio insieme al Messico e al Canada e nel 2028 i Giochi Olimpici si terranno a Los Angeles. Si prevede che il Nord America attirerà milioni di tifosi da tutto il mondo per assistere alle partite, ma al contempo si teme che il successo dei Mondiali venga compromesso dall’inasprimento dei controlli alle frontiere e dalle esperienze negative dei viaggiatori riportate dai media.