Notizia | | 03/02/2022 | Tempo di lettura: ±2 minuti

Anche se nel 2021 sembrava che Israele sarebbe stato ammesso a breve al programma statunitense Visa Waiver, i negoziati sono in una fase di stallo. Israele spera che l’ammissione avvenga quest’anno.

Cos’è il programma Visa Waiver?

Il programma statunitense Visa Waiver permette ai viaggiatori di alcuni Paesi di recarsi negli USA senza un visto, al posto del quale possono richiedere un ESTA. Molti Paesi cercano di essere ammessi al programma ESTA. I viaggiatori provenienti da questi Paese non sono tenuti a sottoporsi alla lunga procedura del visto, che può durare facilmente per mesi. Richiedere un EST richiede tra i cinque e i dieci minuti e l’ESTA viene rilasciato in media entro 3 giorni. Richiedere un ESTA richiede molto meno tempo perché non occorre presentare all’ambasciata per un colloquio. L’intera richiesta di un ESTA si svolge online.

Tra gli altri, anche tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno parte del Visa Waiver Program. I viaggiatori che provengono da questi Paesi, tra cui l’Italia, possono richiedere un ESTA con facilità per recarsi negli USA.

Viaggiatori arabo-americani

Per poter essere ammessi al Visa Waiver Program, i Paesi devono attenersi ad alcuni requisiti rigorosi. La percentuale di richieste respinte di visti turistici e d’affari per gli USA nel Paese non deve superare il 3%. Il Paese deve anche erogare passaporti elettronici, per l’ESTA non è un documento cartaceo, ma viene associato digitalmente al passaporto.

Israele sta lavorando da molto tempo sulla percentuale di visti rifiutati per gli USA, anche perché molto giovani israeliani richiedono il visto per gli USA. Spesso hanno appena concluso il periodo di leva e vogliono concedersi una vacanza prima di cominciare gli studi. Tali domande assumono quindi un profilo di rischio elevato agli occhi del Dipartimento per l’Immigrazione statunitense e vengono respinte relativamente di frequente. Israele spera di riuscire a scendere sotto al 3% entro novembre 2022.

Un’altra importante condizione è la reciprocità, ovvero che il Paese prometta che tutti i cittadini americani vengono trattati in maniera equa e legittima se vogliono recarvisi. Lo stato di Israele viene accusato di discriminazione dei viaggiatori arabo-americani, che affermano, per esempio, di essere regolarmente selezionati per screening supplementari in aeroporto da parte del personale di sicurezza. Tali controlli possono durare ore. A volte vengono fatti imbarcare immediatamente su un volo di ritorno negli USA.

Le concessioni di Israele

Il governo israeliano ha specificato più volte che l’ammissione al programma ESTA è di grande importanza. Il Paese ha fatto concessioni ai viaggiatori arabo-americani. Per esempio, se un tempo i viaggiatori palestino-americani potevano entrare in Israele solamente tramite la Giordania, a breve potranno atterrare anche nel maggiore aeroporto israeliano, Ben-Gurion a Tel Aviv. Il Paese ha promesso anche che monitorerà meglio il giusto trattamento dei viaggiatori arabo-americani.

Il ministro degli Esteri israeliani, Ayelet Shaked, ha affermato all’inizio del 2022 di essere ottimista sulle possibilità di ammissione di Israele. Il governo statunitense non ha ancora commentato le concessioni fatte da Israele.