Notizia | | 20/08/2021 | Tempo di lettura: ±3 minuti

Per gli standard nazionali, i recenti numeri dei contagi e dei decessi sono altissimi in Vietnam. La situazione deriva in parte dal lento avanzamento del programma di vaccinazione. Di conseguenza, le frontiere rimangono chiuse e non si possono ancora richiedere visti per vacanze o viaggi d’affari. Cosa non sta funzionando in Vietnam?

Da esempio da seguire a crisi nazionale

Insieme alla Nuova Zelanda e alla Cina, il Vietnam è stato a lungo considerato un esempio da seguire per tenere sotto controllo il coronavirus. Attraverso misure rapide e di vasta portata, il governo vietnamita è riuscito a proteggere la popolazione dal virus per molto tempo. Mentre fino a poco tempo fa molti Paesi dovevano fare i conti con un alto numero di contagi e molti decessi, nell’aprile del 2021 il Vietnam contava solamente 35 decessi legati al coronavirus. La comunità internazionale si è complimentata con il Paese e ci si aspettava che il Vietnam fosse tra i primi ad aprire di nuovo le sue frontiere e a rilasciare visti turistici.

Ottimismo e variante delta

In retrospettiva, la buona gestione della crisi pandemica da parte del Vietnam in una fase iniziale sembra ora avere risvolti negativi. Il governo è stato accusato di eccessivo ottimismo a causa del basso numero di morti e contagi registrato per molto tempo. L’epidemia della variante delta del virus, altamente contagiosa, ha invece colpito duramente il Vietnam. Sebbene il governo sia stato inizialmente in grado di controllare focolai locali ad Hanoi e nella provincia di Bac Giang, la variante delta si è rapidamente diffusa in tutto il Paese. Il governo vietnamita sta combattendo una battaglia ancora in corso: ogni giorno si scoprono nuovi focolai e il numero di contagi e decessi aumenta rapidamente. La possibilità di riapertura delle frontiere ai turisti, ricominciando a rilasciare visti, è sfumata velocemente. Al momento il governo non sta valutando di ammettere viaggiatori internazionali.

Un programma di vaccinazione molto lento

Il problema più grande che il Vietnam si trova ad affrontare attualmente per quanto riguarda la pandemia è il tasso di vaccinazione molto basso. All’inizio di agosto meno dell’1% della popolazione era completamente vaccinato. In confronto, la vicina Cambogia ha vaccinato completamente il 36,5% della popolazione.

Ci sono diverse ragioni per cui il Vietnam fatica ad avviare il programma di vaccinazione. Il governo vietnamita non ha visto la necessità di accumulare scorte di vaccini in anticipo a causa dei tassi di infezione bassi. Il governo ha invece investito in vaccini prodotti a livello nazionale. Mentre altri Paesi della regione stavano già importando vaccini internazionali, il Vietnam si trovava nelle prime fasi di sperimentazione del proprio vaccino, Nanocovax. Anche se lo sviluppo di questi test avveniva lentamente, la preoccupazione era molto poca, perché i tassi di contagio rimanevano bassi.

Ma la colpa non è solo del Vietnam. I paesi ricchi sono in grado di pagare prezzi più alti per i vaccini e sono accusati di "accaparrarsi" i vaccini, lasciando i paesi più poveri ad affrontare una carenza terribile. Il Canada, per esempio, aveva comprato abbastanza vaccini per vaccinare cinque volte tutta la sua popolazione. Anche se le cose sembrano essere cambiate negli ultimi mesi (ad esempio l’America ha annunciato a giugno la sua intenzione di "condividere" i vaccini), si registra un ritardo strutturale nelle campagne vaccinali per i paesi più poveri.

Con la diffusione della variante delta del virus, il governo vietnamita sta cercando di acquistare vaccini a ritmo sostenuto. Ormai è stato approvato un gran numero di vaccini, tra cui Pfizer-BioNTech e il russo Sputnik V.

Chiusure e niente visti

Di conseguenza, il Vietnam ha nuovamente introdotto chiusure molto rigide. Se prima il Paese non mostrava grandi preoccupazioni, ora la tendenza si è invertita. Eventi e altri assembramenti sono vietati in molte province. Nel centro economico del Paese, Ho Chi Minh City, vige il coprifuoco. Negli spazi pubblici bisogna indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.

Al momento il Vietnam non ammette turisti internazionali. Finché il pPese non avrà la situazione sotto controllo, rimarrà impossibile recarsi nel Paese per una vacanza.

In teoria, è possibile richiedere un visto Vietnam; tuttavia, le domande di visto non saranno elaborate fino alla revoca del divieto di ingresso. Per richiedere il visto è necessario soddisfare una serie di requisiti, come avere un passaporto valido per 30 giorni dopo la scadenza del visto e aver già prenotato almeno una notte di soggiorno in Vietnam.