Notizia | | 14/04/2020 | Tempo di lettura: ±3 minuti

Il 20 marzo, il Ministero della Salute neozelandese ha annunciato che c'erano 56 neozelandesi a bordo di una nave da crociera proveniente dall'Australia, su cui quattro persone sono successivamente risultate positive al Coronavirus (Covid-19).

Nave da crociera dall'Australia

La nave da crociera in questione non proviene della Nuova Zelanda, ma dall'Australia. La nave, chiamata "The Ruby Princess", è partita dalla Nuova Zelanda il 15 marzo ed è tornata in Australia il 18 marzo. Quando tutti i passeggeri sono stati sottoposti a un test per il Coronavirus, 4 persone sono risultate positive. Per questo motivo, tutti i 2.700 passeggeri a bordo, compresi i 56 neozelandesi, costituiscono un rischio in quanto possono diffondere ulteriormente il virus. Il governo della Nuova Zelanda ha detto che sta contattando tutti i passeggeri e consiglia alle persone che sono state in contatto con questi passeggeri di monitorare bene se presentano eventuali sintomi del Coronavirus.

Consigliato l'autoisolamento

Il problema che il governo neozelandese si trova ad affrontare è che non solo i 56 passeggeri della nave costituiscono un rischio, ma che anche tutte le persone con cui sono stati in contatto possono essere state infettate dal Coronavirus. A loro volta, queste persone possono involontariamente diffondere il virus contagiando altri. Di conseguenza, il governo è costantemente in ritardo. L'unica cosa che il governo può fare durante le indagini è consigliare a queste persone a isolarsi da altri finché non è assolutamente certo che non siano affette dal Coronavirus.

Il Coronavirus (Covid-19) in Nuova Zelanda

Finora ci sono pochi casi di Coronavirus in Nuova Zelanda. Attualmente vi sono 39 casi di Coronavirus nel paese, che è meno del numero di deceduti a causa del Coronavirus in molti paesi europei. Uno dei motivi è la posizione isolata della Nuova Zelanda, ma anche che non sono stati fatti molti test. In tutto il paese sono stati effettuati soltanto 524 test per il Coronavirus. Il governo vuole aumentare rapidamente questo numero e si prevede che anche il numero dei casi confermati aumenterà significativamente.

Recarsi in Nuova Zelanda: voli e visti

Sia l'Australia, sia la Nuova Zelanda hanno chiuso le loro frontiere a tutti i viaggiatori in arrivo, dato che la maggior parte dei casi di Coronavirus è venuta dall'estero. L'unica eccezione al divieto d'ingresso sono le persone di nazionalità neozelandese Il divieto d'ingresso è in vigore dal 19 marzo e per il momento non è ancora chiaro fin quando vigerà.

Ovviamente tutto questo ha delle conseguenze per il visto per la Nuova Zelanda. Normalmente i viaggiatori titolari di questo visto possono recarsi in Nuova Zelanda senza problemi. Tuttavia, l'attuale divieto d'ingresso riguarda anche i viaggiatori in possesso di un visto valido. Solo i viaggiatori titolari di un passaporto neozelandese possono ancora fare ingresso nel paese. I costi sostenuti per un visto già concesso non verranno risarciti dal Dipartimento per l'Immigrazione della Nuova Zelanda.

Nonostante le misure relative al Coronavirus, le richieste di visto per la Nuova Zelanda vengono ancora elaborate come il solito. Il motivo principale è che il visto Nuova Zelanda ha una validità di 2 anni, il che significa che un visto richiesto oggi o domani può essere utilizzato per un periodo di 24 mesi. Quindi, se hai intenzione di recarti in Nuova Zelanda tra qualche mese o addirittura tra un anno, puoi tranquillamente richiedere il visto attraverso la procedura di richiesta normale.

Attenzione: le informazioni contenute in questo articolo potrebbero essere ormai datate. Prima di richiedere un visto per la Nuova Zelanda, ti invitiamo a leggere tutte le informazioni attuali riguardanti il Coronavirus in Nuova Zelanda.