Il governo della Nuova Zelanda ha adottato misure drastiche contro un’ulteriore diffusione del Coronavirus (Covid-19), anche per quanto riguarda il visto Nuova Zelanda NZeTA. Hai intenzione di fare un viaggio in Nuova Zelanda? In caso affermativo, tieni d’occhio questa pagina con le informazioni sul Coronavirus e il visto Nuova Zelanda (NZeTA). Ultimo aggiornamento: 08-07-2021.

Ci sono casi di Coronavirus in Nuova Zelanda?

Sì, al 7 luglio 2021 in Nuova Zelanda si riportano 2.765 casi e 26 decessi di Coronavirus. Al momento, l’epidemia sembra essere sotto controllo. Dopo un focolaio nella regione di Wellington al quale il governo ha risposto con delle restrizioni, ora in tutta la Nuova Zelanda il livello di allerta in relazione alle misure adottate dalle autorità neozelandesi è di nuovo al livello 1. Le infezioni da Coronavirus in Nuova Zelanda sono rare, e quando si verificano, si tratta quasi esclusivamente di stranieri che sono autorizzati a recarsi in Nuova Zelanda grazie a un’eccezione e in cui l’infezione viene rilevata durante il periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni. Poiché queste persone si trovano ancora in quarantena quando l’infezione viene rilevata, quasi non si verifica un’ulteriore diffusione del Coronavirus tra la popolazione.

(Covid-19) e misure di vasta portata in Nuova ZelandaIl Coronavirus (Covid-19) ha condotto a misure di vasta portata anche in Nuova Zelanda

È attualmente possibile richiedere un visto per la Nuova Zelanda?

Sì, richiedere il visto Nuova Zelanda (NZeTA) è possibile nonostante le attuali misure relative al Coronavirus. Questo, però, ha senso soltanto se hai intenzione di recarti in Nuova Zelanda nel corso dell’anno o nell’anno prossimo, poiché attualmente vige un divieto d’ingresso. Il divieto d’ingresso rimarrà in vigore fino a nuovo avviso, nonostante la Nuova Zelanda sia libera dal Coronavirus. Questo divieto d’ingresso riguarda tutti i viaggiatori d’affari e i turisti, ma non i cittadini neozelandesi, i residenti in Nuova Zelanda titolari di un permesso di soggiorno permanente e i cittadini australiani.

Vi sono alcune eccezioni che consentono a chi svolge una professione essenziale, a chi ha impellenti motivi umanitari (come per le visite a parenti in punto di morte) e ai familiari diretti di residenti neozelandesi (sono inclusi partner, figli fino a 24 anni e genitori di figli fino a 24 anni) di recarsi in Nuova Zelanda dopo aver ottenuto un permesso speciale ("Border Exception"). I residenti includono non solo i cittadini della Nuova Zelanda, ma anche persone legalmente residenti in Nuova Zelanda che si trovano già nel Paese, persone che lavorano in sezioni indispensabili del servizio sanitario e "lavoratori altamente qualificati". Se devi recarti in Nuova Zelanda nonostante il divieto d’ingresso, dovrai richiedere questa autorizzazione eccezionale sul sito web del Dipartimento per l’Immigrazione neozelandese.

Condizioni per chi si può recare in Nuova Zelanda grazie a un’eccezione

I viaggiatori che sono autorizzati a volare in Nuova Zelanda con tale eccezione, devono mostrare il risultato negativo di un test PCR effettuato non più di 72 ore prima della partenza (attenzione: si tratta delle 72 ore precedenti il primo volo, quindi inclusi eventuali scali). Solo i viaggiatori che sono stati in Australia o in Antartide prima di recarsi in Nuova Zelanda non devono far eseguire un test per il Coronavirus prima della partenza. Lo stesso vale per la maggior parte delle isole del Pacifico.

Le persone che sono state nel Nuovo Galles del Sud (Australia) nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Nuova Zelanda, per il momento non sono autorizzate a recarsi in Nuova Zelanda, nemmeno se sono in possesso dell’esito negativo di un test per il Coronavirus. Questa misura per i viaggiatori che sono stati nel Nuovo Galles del Sud ed eventualmente in altri luoghi in Australia dove sono state rilevate infezioni con il Coronavirus, rimane in vigore almeno fino al 6 luglio.

Quarantena e hotel di quarantena

I voli commerciali per la Nuova Zelanda sono molto limitati. Le persone che hanno ottenuto un’autorizzazione eccezionale per recarsi in Nuova Zelanda devono prenotare una camera in una delle strutture gestite dal governo canadese per svolgere la quarantena prima della partenza. Al momento del check-in devono essere in grado di dimostrare una conferma dalla prenotazione. All’arrivo in Nuova Zelanda a tutti i viaggiatori sarà somministrato un test per il Coronavirus e durante il periodo di quarantena verrà somministrato un altro test per il Coronavirus il terzo e il dodicesimo giorno.

Solo i viaggiatori che si sono trovati in Australia o le Isole Cook nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Nuova Zelanda sono esenti dall’obbligo di quarantena. I viaggi senza obbligo di quarantena tra l’Australia e la Nuova Zelanda (e tra la Nuova Zelanda e queste isole) sono nuovamente possibili. Tuttavia, i viaggiatori provenienti dagli stati australiani del Nuovo Galles del Sud e Queensland sono soggetti all’obbligo di quarantena fino a nuovo avviso. Dal 9 luglio, i viaggiatori provenienti da altri stati australiani possono nuovamente recarsi in Nuova Zelanda senza l’obbligo di quarantena, ma devono essere in grado di mostrare il risultato negativo di un test per il Coronavirus prima del viaggio in Nuova Zelanda. Per i viaggiatori che si sono trovati in India, Brasile, Pakistan o Papua Nuova Guinea nei 14 giorni precedenti il viaggio in Nuova Zelanda vige un divieto di ingresso. Da questi Paesi solo i cittadini neozelandesi, i loro partner, i loro figli a carico e i genitori di figli a carico con cittadinanza neozelandese possono recarsi in Nuova Zelanda, e solo se possono mostrare l’esito negativo di un test PCR.

Il divieto di ormeggio in un porto neozelandese per le navi da crociera vige fino a nuovo avviso. Se desideri pianificare un viaggio in Nuova Zelanda, tieni d’occhio le notizie e questa pagina per rimanere informato sugli sviluppi del Coronavirus e delle misure relative.

Ho già un visto Nuova Zelanda (NZeTA), è ancora valido?

Il Coronavirus sta causando molti impedimenti a chi desidera fare viaggi intercontinentali, e la Nuova Zelanda non fa eccezione in questo. Una delle misure relative al Coronavirus prevede il divieto d’ingresso totale. Questo divieto implica che nessun turista o viaggiatore d’affari è autorizzato a recarsi in Nuova Zelanda, a meno che non appartenga alla categoria ”critical health worker” o “other critical worker”, e quindi svolga professioni essenziali. Questo riguarda anche chi è in possesso di un visto valido. Viene fatta un’eccezione per i partner dei residenti in Nuova Zelanda. I partner dei residenti in Nuova Zelanda e le persone che appartengono alla categoria "critical health worker" o "other critical worker" devono compilare un modulo online ("Request for travel to New Zealand") prima della partenza, dopo l’approvazione di cui riceveranno un invito a richiedere un certo tipo di visto.

Il visto NZeTA è la variante di visto Nuova Zelanda più richiesta dai turisti e dai viaggiatori d’affari e ha una validità di 2 anni. A causa del Coronavirus il visto è attualmente inutilizzabile, ma non perde validità. Se il periodo di validità di un visto non sarà ancora scaduto dopo la revoca del divieto d’ingresso, probabilmente il documento sarà ancora utilizzabile. Tuttavia, se la validità di una NZeTA scade durante il divieto d’ingresso, è necessario richiedere un nuovo visto per un viaggio futuro, dopo la revoca del divieto d’ingresso.

Richiedi subito un visto NZeTA per un viaggio futuro

Quando saranno revocate le restrizioni relative al Coronavirus?

Sebbene alcune misure relative al Coronavirus siano state allentate il 9 giugno 2020 grazie ad un efficace contenimento del virus, altre, tra cui il divieto d’ingresso, sono ancora in vigore. La data di scadenza di queste misure non è certa. Tieni presente che c’è una possibilità significativa che le misure rimarranno in vigore per ancora qualche mese.

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Sono ancora in Nuova Zelanda, cosa devo fare?

Se non riesci a rimpatriare, o se hai deciso di rimanere in Nuova Zelanda per qualsiasi altro motivo, tieni in considerazione quanto segue. Le persone che non possono lasciare la Nuova Zelanda a causa di restrizioni di viaggio internazionali, da metà settembre 2020 possono richiedere un cosiddetto "bridging visa" in Nuova Zelanda stessa. Prendi le dovute precauzioni per ridurre il rischio di contagio, seguendo anche le raccomandazioni del Ministero della Salute italiano. Assicurati, ad esempio, di mantenere le distanze dagli altri, di evitare i contatti sociali (soprattutto con le persone vulnerabili) e di lavare spesso le mani. Inoltre, dall’inizio di giugno in Nuova Zelanda sono in vigore le seguenti misure legate al Coronavirus:

  • Gli spostamenti all’interno della Nuova Zelanda sono nuovamente consentiti, ma nei trasporti pubblici (compresi i traghetti) e sui voli nazionali l’utilizzo di una mascherina è obbligatorio. Si consiglia di indossare una mascherina anche dove non è possibile tenere le distanze (ad esempio nei negozi).
  • Il divieto d’ingresso è ancora in vigore, tranne per alcune eccezioni. Chi si reca in Nuova Zelanda con un permesso speciale deve svolgere 14 giorni in quarantena.
  • Prendi le dovute precauzioni per ridurre il rischio di contagio (lavare spesso le mani, tossire con il gomito flesso, ecc.). Presta attenzione alle istruzioni delle autorità locali. In caso di violazione delle misure possono essere comminate multe elevate.
  • Tutti sono invitati a scaricare l’applicazione di tracciamento del Coronavirus ("NZ COVID Tracking-App") e a scansionare i codici QR nei negozi, nei luoghi pubblici e nei trasporti pubblici.

La Nuova Zelanda ha sanzioni severe per gli stranieri che non rispettano le misure per prevenire la diffusione del Coronavirus, fino alla detenzione e all’espulsione per il mancato rispetto delle regole relative al visto.

Mi verranno rimborsati i costi del visto e del viaggio prenotato?

Se hai già sostenuto dei costi per un viaggio in Nuova Zelanda che non può avere luogo a causa del Coronavirus, potresti non aver modo di chiedere indennizzi. Molti assicuratori invocheranno la clausola di forza maggiore, secondo la quale, in caso di pandemia, sono esonerati dall’obbligo di versare indennizzi. Vi sono poi molti tour operator e agenzie di viaggi che semplicemente non hanno liquidità sufficiente per poter rimborsare tutti i viaggi prenotati. Neanche il Dipartimento per l’Immigrazione della Nuova Zelanda risarcisce il costo dei visti (NZeTA) che non possono essere utilizzati a causa del Coronavirus. Tuttavia, con ogni probabilità, i visti concessi potranno ancora essere utilizzati per un viaggio futuro.

Esonero da responsabilità: il Coronavirus (Covid-19) pone molte incertezze e la situazione Coronavirus in Nuova Zelanda è in costante mutamento. Nonostante siano state consultate diverse fonti, non ci è possibile garantire la completezza e la correttezza delle informazioni contenute nel presente articolo. Per un quadro aggiornato della situazione, ti preghiamo di consultare anche la tua compagnia aerea, tour operator e/o agenzia di viaggi.