Dopo decenni, l’Arabia Saudita ha abbandonato il sistema kafala. Ciò garantirà maggiori diritti ai lavoratori stranieri, che godranno di una maggiore tutela giuridica e potranno lasciare l’Arabia Saudita senza visto di uscita.
Il sistema kafala in Arabia Saudita
Il sistema kafala è un modello giuridico per la gestione dei lavoratori migranti. Oltre che in Arabia Saudita, questo sistema è applicato in Libano, in Giordania e in alcuni Stati del Golfo. La parola araba “kafala” significa “sponsorizzazione”. Il sistema prevede infatti che i lavoratori migranti abbiano uno sponsor, che nella pratica coincide spesso con il datore di lavoro. L’obiettivo del sistema kafala è quello di trasferire alcuni compiti amministrativi dal governo alle aziende per semplificare la gestione dei visti. Nel sistema kafala, il visto o permesso di soggiorno del lavoratore migrante è direttamente legato allo sponsor e può essere prorogato o revocato non solo dal governo, ma anche dallo sponsor, rendendo i lavoratori fortemente dipendenti dal loro datore di lavoro.
Si tratta di un sistema controverso a causa dello squilibrio di potere tra datori di lavoro e lavoratori migranti. Negli ultimi anni sono stati denunciati numerosi casi di sfruttamento, condizioni di lavoro precarie e discriminazione in diversi Paesi arabi. La questione ha ricevuto particolare attenzione in occasione dei Mondiali di calcio che si sono tenuti in Qatar nel 2022. I lavoratori stranieri, in particolare quelli provenienti dai Paesi dell’Asia meridionale e sudorientale, si sono trovati a lavorare in condizioni precarie alla costruzione di stadi e infrastrutture in Qatar. Molti Paesi arabi affermano di aver abolito il sistema, ma nella pratica sembra che esso continui a esistere. L’Arabia Saudita ha ora confermato l’abolizione ufficiale del sistema kafala.
Più diritti per i lavori migranti
L’Arabia Saudita sostituirà il sistema kafala con un modello basato su contratti di lavoro, più in linea con i moderni standard lavorativi. Grazie all’introduzione del nuovo sistema, i migranti potranno cambiare lavoro senza dover chiedere il consenso preventivo al proprio datore di lavoro e potranno lasciare l’Arabia Saudita senza un visto d’uscita. I datori di lavoro non potranno più costringere i lavoratori migranti a lasciare l’Arabia Saudita revocando loro il visto.
Con queste riforme, l’Arabia Saudita sta cercando di modernizzare il proprio mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di attirare più talenti e investitori stranieri e di migliorare il benessere dei lavoratori migranti.
Visto elettronico per turismo e affari
I cambiamenti menzionati in questo articolo riguardano solo coloro che si recano in Arabia Saudita per motivi di lavoro. I turisti e i viaggiatori d’affari possono continuare a richiedere il visto elettronico online. Questo visto ha un anno di validità e permette di entrare e uscire dall’Arabia Saudita un numero illimitato di volte. Durante il periodo di validità di un anno, il visto elettronico consente di trascorrere un massimo di 90 giorni in Arabia Saudita. Possono utilizzare il visto elettronico i viaggiatori diretti in Arabia Saudita per una vacanza, un viaggio d’affari, uno scalo o per partecipare all’Umrah.
Per richiedere il visto elettronico occorre compilare un modulo online e fornire una fototessera (o selfie). Una volta concesso, il visto viene inviato al richiedente via e-mail. Si consiglia di stampare una copia del visto da portare con sé durante il viaggio in Arabia Saudita.