Notizia | | 14/04/2020 | Tempo di lettura: ±3 minuti

I voli internazionali vengono cancellati in ogni parte del mondo. Le frontiere di vari Paesi sono state chiuse. La maggior parte delle persone è tornata a casa sana e salva, ma ci sono anche migliaia di viaggiatori ancora bloccati all'estero, come è il caso dei diversi australiani rimasti bloccati sulla Costa Victoria.

Cosa sta succedendo in Australia?

Nonostante la posizione isolata dell'Oceania, il coronavirus ha raggiunto anche l'Australia, in parte a causa dei viaggiatori in entrata che non sono stati messi in quarantena in tempo dopo il loro arrivo. Il numero di casi di coronavirus in Australia è ancora relativamente basso, anche perché il governo ha preso provvedimenti abbastanza rapidamente per mettere in isolamento i viaggiatori in arrivo e sottoporli al tampone. Altra misura è anche la chiusura delle frontiere per i viaggiatori stranieri. Anche se è ancora possibile richiedere un visto per l'Australia, per i non australiani non è più possibile entrare nel Paese, visto o non visto. Quasi 200,000 persone sono già state sottoposte al tampone in Australia, dove il numero di casi è quindi destinato ad aumentare nelle prossime settimane.

Costa Victoria

Una delle navi da crociera su cui sono bloccati diversi australiani è la Costa Victoria, ancorata da due settimane a Civitavecchia, con ben 200 australiani a bordo. Da quando sulla nave sono stati scoperti casi di coronavirus, molti Paesi si rifiutano di riammettere i passeggeri connazionali. A rendere critica la situazione c'è il fatto che molti di questi passeggeri sono di età avanzata, e che alcuni soffrono già di altri problemi di salute. La Costa Victoria è attualmente ferma di fronte al porto di Civitavecchia.

Sbarco negato

Mentre ai passeggeri provenienti dai Paesi europei vicini è stato permesso il rimpatrio, i passeggeri australiani sono tenuti a rimanere in isolamento per due settimane in Italia. I passeggeri risultati negativi potranno comunque sbarcare, ma saranno messi in quarantena in una struttura alberghiera ad essi eccezionalmente riservata, per almeno due settimane. I positivi, invece, devono rimanere a bordo - anche gli anziani, nonostante appartengano alle categorie a rischio.

Alcuni australiani fatti soggiornare in albergo si sono mostrati spazientiti e avrebbero espresso ripetute lamentele per le condizioni della struttura; chi per le stanze troppo piccole e per l'assenza di spazio per muoversi, chi per guasti ai rubinetti, per i pasti insoddisfacenti e per il fatto di non aver potuto lavare i vestiti da quando sono sbarcati.

Richiedere un visto per l'Australia: è ancora possibile?

L'Australia è da sempre una popolare meta turistica; a contribuirvi c'è un sistema dei visti molto semplice, per lo più digitalizzato. Tuttavia, come già detto, l'Australia ha chiuso le frontiere agli stranieri, e solo i titolari di cittadinanza australiana potranno ancora varcare i confini del Paese. Questa regola vale anche per gli italiani, neanche loro autorizzati a fare in Australia, per alcun motivo, e neanche se già in possesso di un visto per l'Australia. Nonostante questo, il sistema di emissione dei visti australiano è ancora attivo, e le richieste di visto vengono elaborate regolarmente. Ricordiamo che il visto per l'Australia dura 365 giorni, vale a dire un anno intero. Quello che ci si augura è che le misure adottate dal governo australiano siano solo temporanee e che, con una costante diminuzione dei casi di coronavirus, i confini vengano riaperti. Se queste sono le previsioni per la fine dell'anno, si può semplicemente richiedere un visto Australia. Tuttavia, considerata la rapidità dell'evoluzione degli eventi in Australia, non è possibile fornire alcuna garanzia in merito alla durata delle misure anti coronavirus.

Attenzione: le informazioni contenute in questo articolo potrebbero risultare superate al momenet della lettura. Prima di richiedere un visto per l'Australia, informati sulla situazione attuale del coronavirus in Australia.